steve's

apprendimento digitale e dintorni

Sogno di fine estate

Set
17

Il professor De Faustiis non ce la fa più. Guarda le facce dei colleghi riuniti per il collegio dei docenti e gli viene voglia di alzarsi, uscire, camminare, persino andare a fare la spesa.
Già, la spesa: anche ieri si è scordato di comprare le crocchette per il gatto. Mi sa che tocca cambiare marca, Pallino sembra svogliato. Forse passare ai bocconcini?
“Che facciamo, De Faustiis, ci distraiamo come al solito?”
La voce viene dal monitor, da una faccetta apparsa a fianco alle altre. Ma non è un docente, almeno non uno che De Faustiis riconosce. Assomiglia.. sì, assomiglia a Guy Fawkes.
“Scusi, lei chi è? E come si permette…”
“Ma dai, tanto non ci sente nessuno. Anzi non mi vede nessuno, sono qui solo per te.”
In effetti, i colleghi continuano a litigare tranquillamente come se non si fossero accorti di nulla.
“E chi sarebbe lei, Anonymous? La Legione?”
“Quasi. Ma qui non si parla di me, ma di te. Ma ti sei visto? Sei pallido, curvo, hai pure preso qualche chilo nei posti sbagliati”

De Faustiis si guarda nello specchio della videoconferenza. E’ vero, non sta proprio una favola. Sarà la luce del monitor, ma la pelle è un po’ verdina.
L’altro incalza.
“Sei stanco, sei scocciato, non ne puoi più. Si capisce, eh. Con le vostre condizioni di lavoro anch’io sarei stufo da un pezzo. “
“Ma come? A me insegnare piace, cosa crede?”
“Certo, come no. Anche correggere ventiquattro versioni in una serata. Anche preparare per l’ennesima volta la lezione su Tacito e Domiziano. Anche parlare sei ore con i genitori dei progressi degli adorati pargoletti e partecipare ai collegi docenti, vedo.”
“…”
“E soprattutto: collegarsi di qua e di là, tutto il tempo online, rispondere, chiedere, cercare, provare… e mai, mai qualcosa che funzioni al primo colpo”
“Questo sì, in effetti, ma è solo l’emergenza, tra poco…”
“Ma che emergenza, questo è il presente continuo, è il futuro perfetto, mio caro. Ti devi arrendere, d’ora in poi questa sarà la tua vita. “

Un futuro orrendo e distopico si affaccia alla mente di De Faustiis per un attimo. Un incrocio tra Matrix e il castello di Kafka.
Emette involontariamente un gemito.
“E cosa ci posso fare?”
“E’ qui che entro in gioco io. Ti faccio una proposta davvero vantaggiosa: ti risolvo tutti i tuoi problemi con un sistema unico, che non devi nemmeno installare. Tu accedi, parli, schiocchi le dita e da quel momento tutto funziona magicamente, tout se tient. Vuoi parlare con la collega di Arte? Basta che pronunci il nome e parte la videoconferenza, anche dallo specchio del bagno. Vuoi ritrovare i voti della terza B ordinati per profitto? Eccoli qui, stampati, sul comodino. Non ti ricordavi di averglieli dati, quei voti? E’ normale, glieli ho dati io sulla base dei voti degli anni scorsi, tanto che vuoi che cambi?”

De Faustiis comincia ad avere l’acquolina in bocca.
“E dove starebbe questo software meraviglioso? Sul Cloud?”
“Ma che ti importa di dove sta… e poi tu che ne sai di cosa è veramente il cloud? Sono sicuro che te lo immagini come una specie di paradiso, tra le nuvole, con gli angioletti che spolverano i tuoi dati… vero?”
“Beh, sì, in effetti non ho molto chiaro… “
“Comunque, la sostanza è questa: tu accetti le condizioni, e hai risolto tutti i tuoi problemi con la scuola, per sempre. Come diceva il piccoletto verde con le orecchie a punta? Non c’è provare, c’è fare. Non dovrai più pensare, cercare, affaticarti. Vuoi, e fai. Anzi, faccio io prima ancora che tu voglia. Non è questo, il paradiso?”
“E… quanto costerebbe?”
“Soldi? Tu mi parli di soldi? Oh, ma per chi m’hai preso? Questa roba non si compra. A me basta una sola piccola cosa…”
“Oddio no, l’anima!”

Momento di pausa.
“Sei veramente un romantico inguaribile. Ma quale anima, voglio i tuoi dati personali. Dai, firma qua.”

Didattica (del giornalismo) a distanza

Mag
18

Lezione obbligatoria di lettura dei giornali online, per chi ha questa brutta abitudine. Per chi non ce l’ha, c’è lo stesso qualcosa da imparare.
Prendo come esempio un articolo di Repubblica.it, versione pubblica, apparso il 18 Maggio 2020. In fondo trovate tutti i riferimenti.

Titolo
Sondaggio: la didattica a distanza non piace alla gran parte degli studenti
Sottotitolo: “Per la rilevazione Di.Te./Cittadinanzattiva/Skuola.net è insoddisfatto il 54% degli studenti, un terzo dichiara che è più faticoso concentrarsi durante le lezioni e il 15% circa dichiara che la possibilità di poter utilizzare computer e smartphone diventa una tentazione per fare altro durante le lezioni

Fonti
Si parla di un sondaggio: dove sta? Ci sono le fonti? No, bisogna andarsele a cercare fuori. E questo già è grave: come si fa a parlare di giornalismo online se uno scrive come se fosse sulla carta? Con un po’ di fortuna trovo la pagina Facebook e quindi il sito di Dipendenze tecnologiche, l’associazione che ha promosso il sondaggio. Dal sito si capisce chi c’è dietro l’associazione e la sua mission, e vi lascio il piacere di scoprirlo, visto che l’articolista non si è degnato di farlo. Curiosamente qui non c’è affatto un articolo dedicato al sondaggio, e nemmeno i risultati, ma solo un breve lancio che rimanda all’articolo vero che sta su Tgcom24, e che è la fonte ripresa pari pari da tutti gli altri siti che parlano dell’argomento, compreso quello del terzo partner, Skuola.net.

Peraltro non si capisce benissimo il ruolo del secondo partner citato, ovvero Cittadinanza attiva. Ma sul sito dell’associazione c’è un articolo esteso che parla del sondaggio (da cui si capisce che coinvolge anche le scuole, e non solo i ragazzi) e dove finalmente si trova un report con i dati. Sembrerebbe insomma che da qui si dovesse partire per correttezza di informazione. Se uno volesse fare informazione corretta.

Percorriamo l’articolo di Dipendenze, che sembra essere l’unica fonte del nostro articolista. Giuseppe Lavenia, psicologo e presidente di Dipendenze, dice: “I ragazzi non riescono più a immaginare un #futuro. Il 58% degli intervistati dice di mangiare di più e di concedersi qualche strappo alla regola, il 40% mangia a qualsiasi orario mentre il 45% non presta attenzione ciò che porta a tavola. L’isolamento forzato ha cambiato anche le loro abitudini del sonno, non solo quelle alimentari.
Il tema, quindi, è un altro. Il problema è un altro. Le cause sono altre.
Certo – visto chi è che scrive – “la tecnologia è si (sic) social ma non è per nulla socializzante. Fa sentire soli e non contiene le ansie“. Altrettanto certamente, “questi dati non fanno che confermare quanto intuivamo già: la tecnologia sta in qualche modo ‘salvando la vita’ ai ragazzi in quarantena“: qui chi parla è Daniele Grassucci, direttore di Skuola.net. Alla fine, lo psicologo propone… indovinate? di costituire dei “gruppi aula virtuale” con uno psicologo al posto del docente.
Ma prima in effetti si era parlato anche di didattica a distanza, con il titoletto: “Tante luci e qualche ombra”. Testualmente: “[…] praticamente tutti la stanno facendo e per il 46% del campione Internet e i device sono, infatti, un buon mezzo per continuare a fare attività didattica.
Come? Ma certo: se si fa 100-46 si ottiene 54. Che non avrei mai chiamato “la gran parte”, semmai “oltre la metà” o ancora “poco più della metà”. Retorica dei numeri.

Testo
Torniamo adesso all’articolo di Repubblica. Inizia così: “C’è poco da fare, frequentare la scuola via web è una modalità che non ha conquistato gli studenti italiani: non piace al 54% di loro, la maggioranza.
Infatti c’è poco da fare. Va avanti per 364 parole, poco più di 2000 battute. Non è un articolo, non ci sono approfondimenti, fonti, collegamenti, confronti, nemmeno link ad articoli collegati sulla stessa testata. Non è un copia e incolla dell’originale, per carità: è molto peggio. Questa è la frase della fonte originale:
“il 15,4% ammette che la possibilità di accendere pc e smartphone lo tenta a fare altro, distraendolo.
Questa è la riformulazione:
il 15% circa dichiara che la possibilità di poter (sic) utilizzare computer e smartphone diventa una tentazione per fare altro durante le lezioni.”
E’ un esercizio utile di lettura quello che si può fare mettendo vicino testo originale e testo derivato. Alcuni cambi sono frutto di vecchia furbizia dumasiana (allungare il brodo), altri sembrano più subdoli. Questa è la tabella delle sostituzioni applicate:
ammette -> dichiara
– accendere -> poter utilizzare
– pc -> computer
– tenta -> diventa una tentazione
– distraendolo -> per fare altro durante le lezioni

Pubblicità
E’ chiaro che una testata online, al netto delle dichiarazioni di amore per la nazione, la cultura e i valori fondamentali dell’umanità, campa di pubblicità. La misura di questo si vede dal rapporto (in pixel) tra la pubblicità e l’articolo.
Devo dire che tra la pagina di Tgcom24 e quella di Repubblica, è la seconda ad essere non solo più piena di pubblicità, ma anche quella che la presenta in forma ambigua e poco riconoscibile. Al netto del messaggio promozionale principale – che è su un progetto benemerito di “oncologia online” – e un altro su un evento “meet the future” (entrambi collegati al contenuto dell’articolo in quanto ..?) in fondo all’articolo ci sono dei blocchetti foto/testo che si fa fatica a capire se siano articoli o pubblicità. Infatti sono mescolati, e c’è solo un piccoliiiissssima etichetta in grigio chiaro che dice “Contenuti sponsorizzati”. Quanti blocchetti? 80. Ottanta per un articolo di 2000 caratteri. 6 blocchetti su 80 sono in effetti dedicati al ministro Azzolina, ma si perdono tra macchine, siti di incontri e casinò online.
Personalmente sono un furbetto che non usa un browser blindato ed efficiente, ma uno meno bello che però mi permette di scegliere; uso dei plugin che eliminano tutta la pubblicità dalla pagina; in più disattivo la maggior parte degli script che misurano e tracciano le mie visite.
Faccio un danno all’economia mondiale, di sicuro, e in generale me ne dolgo, anche se vista la natura delle pubblicità me ne dolgo di meno. Faccio un danno in particolare ad una specifica testata, ma questo è voluto.

L’articolo:
https://www.repubblica.it/scuola/2020/05/17/news/sondaggio_la_didattica_a_distanza_non_piace_alla_gran_parte_degli_studenti-256917957/
Le fonti:
https://tgcom24.mediaset.it/skuola/coronavirus-la-vita-degli-adolescenti-in-quarantena-a-1-su-3-il-domani-fa-paura_17798030-202002a.shtml
https://www.skuola.net/news/inchiesta/adolescenti-giovani-quarantena-abitudini-paure-futuro.html
https://www.cittadinanzattiva.it/comunicati/scuola/13275-didattica-a-distanza-i-risultati-della-indagine-di-cittadinanzattiva.html
Il report:
https://www.cittadinanzattiva.it/files/Report_DAD_def_15_5.pdf