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La vera storia di Adamo ed Eva

Mag
01

Perché bisogna resistere alla diffidenza verso il “positivo fino a prova contraria”? Perché bisogna ricordarsi di Adamo e della sua vera storia.

Per come ce l’hanno tramandata, la storia dell’Eden e della Caduta mi ha sempre convinto poco. Il minimo che si possa dire è che sia sessista; che Dio nella sua infinita preveggenza si sia comportato in modo un po’ avventato seminando conoscenza a casaccio senza prevedere nemmeno una password per l’accesso, che l’idea di lavoro come punizione non è così educativa, eccetera.

Secondo me invece è andata diversamente.

Dio creò il tempo e creò il primo uomo, Adamo.

Adamo non era immortale: figuriamoci se dopo lo scacco di Lucifero Dio rifaceva lo stesso errore.

Ad un certo punto finiva il tempo, Adamo moriva e il suo corpo iniziava a decomporsi, partendo dai capelli, le unghie la pelle. Restava solo un osso, anzi il midollo di un osso, che però invece cominciava a moltiplicarsi, a crescere, a generare nuovi tipi di cellule. Dopo un po’ ecco di nuovo Adamo, identico in tutto e per tutto al primo. Un clone, in pratica.

Dio vede tutto ciò, per un certo numero di cicli di tempo che non possiamo determinare perché, appunto, il tempo è circolare e tutto ricomincia sempre uguale. Fatto sta che ad un certo punto si annoia. La noia è un grande motore creativo. Allora Dio decide di inventare qualcosa di meglio.

Si ispira alle carte. Si capisce che, da solo al centro dell’Universo, Dio abbiamo inventato le carte e i solitari. Uno in particolare, che si gioca così: si prendono due mazzi di carte, di quelli che dopo si chiameranno “francesi”. Ogni giocatore ha un mazzo. Uno dei due giocatori (ma Dio gioca da tutti e due i lati, naturalmente) pesca a casa una carta dal suo mazzo e la mette sul tavolo, diciamo un Cinque di Fiori. L’altro giocatore (sempre Dio) per prendere deve giocare una carta di Cuori (che è l’opposto di Fiori), ma in modo che la somma delle due carte faccia quattordici: il Nove di Cuori. Se ce l’ha, prende e poi tocca a lui giocare. Se non ce l’ha, passa. Siccome tutti e due i giocatori hanno un mazzo intero, il solitario finisce sempre bene. Alla fine, Dio contempla la serie delle coppie di carte: Cinque di Fiori con il Nove di Cuori, Otto di Quadri con il Sei di Picche, eccetera. Una serie sempre diversa, con tante variazioni delicate che solo Dio è in grado di apprezzare completamente. Il mazzo con cui gioca Dio è molto, molto grande.

Ecco: a Dio viene in mente di fare la stessa cosa ma senza carte. Stavolta con due giocatori diversi, che è l’innovazione principale. Inizialmente pensava di chiamare i semi C Q F P (perché Come Quando Fuori Piove si ricorda bene), poi invece decise per A C G T (A Cosa Giochi Tu?). La storia della somma uguale a quattordici la lasciò cadere perché era complicata da spiegare e Adamo non era fortissimo in aritmetica; non per colpa sua, va detto. Contemporaneamente inventa anche un po’ di elementi instabili, radioattivi, che iniziano subito a decadere, mentre le stelle lontane si raffreddano. Parte il tempo 2.0, lineare.

Insomma crea un secondo Giocatore leggermente diverso da Adamo e lo chiama Eva (che in origine era un gioco di parole, tipo Extra Vergine Adamo, ma siccome era un po’ grossolano lo lascia cadere subito). Lancia il test della Generazione Sessuata Beta 0.1 e la partita tra i due giocatori funziona: il nuovo Adamo non è esattamente uguale al primo. Si può procedere ad una fase 2 su scala più larga, fuori dal confinamento dell’Eden.

Il sistema della riproduzione sessuata era veramente una grande idea, riconosciamolo, e Dio avrebbe voluto brevettarlo. Nell’impossibilità pratica di farlo, decide almeno di far firmare ai partecipanti al test un Non Disclosure Agreement. “E che gli diciamo ai nostri figli?” domanda Eva. “Ma che ne so io, inventatevi qualcosa.”. Così Eva comincia a raccontare del Baubau che se non obbedisci alla mamma ti pizzica le dita dei piedi, e piano piano costruisce una storia bislacca di divieti, di mele stregate, di angeli con spade fiammeggianti eccetera. Aveva, in effetti, una certa dote naturale, ma Dio le aveva anche regalato una delle prime copie della “Morfologia della Fiaba” di Propp, che Eva sfrutta a fondo. I bambini ascoltano rapiti, un po’ ci credono un po’ no. Ma insomma è quella la storia che tramandano.
Dio all’inizio avrebbe voluto cablare nella testa di Adamo ed Eva un imperativo categorico del tipo “Crescete e moltiplicatevi” a livello di specie, ma poi scelse una versione che funzionava meglio, e la piazzò nell’amigdala di Adamo: “Moltiplica i tuoi geni e fa’ in modo che quelli degli altri si perdano per strada”. Insomma la riproduzione sessuata aveva una controindicazione: portava con sé la selezione del partner e la concorrenza. Si vide subito, con il pasticciaccio brutto di Caino e Abele, che così si rischiava di estinguere la specie in quattro e quattr’otto. Così Dio corse ai ripari e inventò il Patto Speciale, cioè quella forma di disturbo della memoria che faceva sì che i discendenti di Adamo ed Eva provassero un fastidioso formicolio ogni volta che erano sul punto di eliminare un essere della loro Specie perché non potevano essere completamente sicuri che non fosse un parente lontano. E, reciprocamente, quando vedevano un altro essere umano sul punto di affogare, cercavano di salvarlo anche a rischio della propria vita, perché non potevano essere proprio certi che non fosse un cugino lontano per parte di madre.

E’ questo Patto che rischia di venire meno con la paura del contagio.
Ricordatevi sempre di Adamo ed Eva.

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