steve's

Il cubo di Google e i dati aperti

Mag
04

Google lancia il suo gioco online basato su Google Maps:Cube. Bisogna trovare il percorso migliore per raggiungere una destinazione, muovendo una pallina di marmo lungo le strade.
Il gioco in sé non è eccezionale, richiede ovviamente Chrome. Esistevano da tempo giochi basati su Google Maps (per esempio, Realworldracer o Google Earth (per es.,Gemmo).
Il gioco fornisce idee su come usare GM come navigatore, per pianificare le proprie passeggiate in bicicletta, etc.
Qui la cosa interessante è una possibile ulteriore motivazione, che viene in mente quando chi crea il gioco gestisce anche i dati. E la riflessione sulle strategie di “liberazione dei dati” da parte delle PA che oggi è richiesta a gran voce.
Liberare i dati significa rendere pubblici, in formati il più possibile aperti e strutturati, i dati che le PA raccolgono e gestiscono. Le ragioni etiche di questa richiesta si associano con quelle politiche. Offrire Open Data ai cittandini, ma anche alle imprese, dovrebbe permettere di sviluppare applicazione e quindi business che utilizzano quei dati. In qualche modo si delega al mercato, o alla società civile, la scelta sulle direzioni di utilizzo di quei dati. I dati sono neutri e ognuno può utilizzarli come crede. Ma naturalmente ciò che davvero sarebbe utile alle PA è proprio sapere come quei dati sono usati dai cittadini: cosa è percepito come valore, cosa viene richiesto, come questi dati sono incrociati per ottenere informazioni di livello più alto.
In un attimo si vede la differenza di strategia: Google offre dati e chiede agli utenti percorsi, cioè interpretazioni di dati (esattamente come raccoglie stringhe di ricerca insieme alle scelte tra i risultati della ricerca stessa); le PA offrono dati aperti e chiedono applicazioni, cioè software. L’uno capitalizza intelligenza sociale, gli altri prodotti.
C’è da riflettere, e secondo me, da imparare.